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giovedì 19 aprile 2012

I GRANDI DEL CICLISMO : Hugo Koblet

Hugo Koblet (Zurigo, 21 marzo 1925 – Uster, 6 novembre 1964)  ciclista su strada e pistard svizzero. Vinse il Giro d'Italia 1950, primo non italiano a riuscirvi, e il Tour de France 1951.Hugo Koblet era nato al numero 3 della Hildestrasse, situata in un vasto quartiere popolare di Zurigo. I genitori gestivano una piccola apprezzata panetteria, e Hugo, il più giovane della famiglia, era addetto alla consegna del pane. Si fece i muscoli percorrendo ogni giorno decine di km per diventare ben presto uno fra gli allievi emergenti del Velo Club regionale. Nel 1943 vinse, da dilettante, la sua prima gara.Passò quindi fra i professionisti e nel 1947 si aggiudicò la prima tappa del Giro di Svizzera, la Zurigo-Siebnen, staccando di prepotenza Coppi, Bartali, Kübler e altri affermati campioni. Si mise poi in vista come passista conquistandosi la considerazione degli osservatori più attenti. Gopf Weilenmann gli pronosticò un fulgido avvenire e lo segnalò a Learco Guerra, che per il Giro d'Italia 1950 aveva deciso di fare il direttore di una squadra ciclistica che portasse il suo cognome.Koblet indossò a metà corsa la maglia rosa già vestita per alcuni giorni da un altro corridore svizzero, Fritz Schär. Il campione elvetico si impose nei cuori degli appassionati di ciclismo per l'innata eleganza e la prorompente potenza atletica; gli inviati della Gazzetta dello Sport lo battezzarano con il soprannome di "falco biondo". In quel Giro d'Italia Fausto Coppi fu vittima di una caduta che gli procurò la frattura del bacino, e Gino Bartali che a quel punto era rimasto l'antagonista più temibile non riuscì a realizzare il suo desiderio di vincere quel Giro per poter incontrare come vincitore il Papa Pio XII. Koblet si affermò quindi come il primo straniero a vincere la Corsa Rosa.La sua consacrazione ciclistica avvenne al Tour de France 1951, nel quale trionfò alla grande. In quel Tour c'era anche Fausto Coppi: il "Campionissimo" era però moralmente abbattuto per la scomparsa del fratello Serse pochi giorni prima in seguito ad una caduta al Giro del Piemonte, ed aveva preso parte di malavoglia alla corsa. Koblet si assicurò il Tour de France nella tappa da Brive ad Agen con una fuga solitaria di 135 km in cui riuscì a guadagnare 3'35" sul gruppo degli inseguitori, che oltre a Coppi comprendeva altri grandi campioni come Bartali, Magni, Bobet, Géminiani e Derycke. I giornalisti parigini lo appellarono Le Pedaleur de Charme.
Sempre in quel Tour del 1951 c'è da ricordare un episodio che raccontò Pierre Chany, per tanti anni giornalista dell'Équipe inviato alla corsa francese. Koblet sul finire del Tour, ormai padrone del campo, patì una giornata di caldo e rimasto senza acqua ne chiese un po' a Gino Bartali; il campione toscano però prese la borraccia, bevve un lungo sorso e poi gettò per strada il resto dell'acqua rimanente, senza dire una parola. Koblet non si scompose e qualche giorno dopo, durante la lunga cronometro di quasi 100 km da Aix-les-Bains a Ginevra, raggiunse Bartali, partito parecchi minuti prima. Mentre lo stava per superare, accorgendosi che Bartali non aveva più borracce con sé, prese la sua ancora quasi piena e senza uno sguardo la mise nel porta borracce di Bartali, proseguendo poi irresistibile verso la vittoria.Nel 1952 andò in Messico e quando tornò in Europa aveva problemi di respirazione quando si superavano i 2000 metri di altitudine. Nel 1953 tornò a competere tra i migliori al Giro d'Italia, nel quale giunse secondo battuto da Fausto Coppi, che sulla salita dello Stelvio realizzò una delle sue più grandi imprese. Noto è l'episodio relativo a tale Giro. Al terz'ultimo giorno, nella frazione da Auronzo di Cadore a Bolzano, Koblet in maglia rosa e Coppi avevano stretto un accordo: il "campionissimo", riconosciuta la superiorità dello svizzero, gli promise, in cambio della vittoria di tappa, che non lo avrebbe attaccato nella tappa dell'indomani, la temibile Bolzano-Bormio. In albergo gli uomini della Bianchi, la squadra di Coppi, tra tutti Ettore Milano e Sandro Carrea, ma anche il massaggiatore cieco Biagio Cavanna e il direttore Zambrini, tentarono in tutti i modi di convincere il loro capitano che il Giro non era finito, che poteva ancora farcela, ma Coppi era inamovibile, aveva sottoscritto un patto.Al raduno di partenza della tappa del giorno dopo Koblet portava un paio di occhiali scuri, sebbene ci fosse poco sole. Ettore Milano, col pretesto di fare una foto ricordo con lui, glieli fece togliere, e s'avvide che quelli di Koblet erano occhi stanchi e gonfi, tipici di chi ha dormito poco o non ha smaltito le fatiche. Neppure questa rivelazione smosse Coppi dal non mantenere il patto sottoscritto il giorno prima.
Verso Trafoi, sull'ascesa per lo Stelvio, erano rimasti in cinque davanti, Coppi, Koblet, Bartali, il ventunenne Nino Defilippis e Pasquale Fornara. Il campionissimo non attaccò come da patto, ma chiese di farlo a Defilippis, che obbedì; Koblet a quel punto si gettò all'inseguimento e Coppi replicò, staccandolo poco dopo. Transitò in vetta allo Stelvio con ben 4'23" sul rivale, e in discesa fu abile a non farsi riprendere (lo svizzero cadde ben due volte), realizzando quel giorno una delle sue più grandi imprese e aggiudicandosi il suo quinto Giro d'Italia.Hugo Koblet di quell'episodio non volle mai parlare, limitandosi a dire che era stato battuto dal più grande campione del ciclismo di tutti i tempi. Tre settimane dopo trionfò comunque al Giro di Svizzera precedendo il connazionale Schär dopo essersi aggiudicato tre tappe. Al Giro d'Italia 1954 giunse nuovamente secondo assecondando la vittoria di un suo gregario, Carlo Clerici, che con una fuga nella tappa dell'Aquila aveva guadagnato parecchi minuti sul gruppo, che lasciò fare pensando che sarebbe stata solo una vittoria di tappa e che non avrebbe indossato a Milano la maglia rosa. Nel 1955 vinse il suo terzo e ultimo Giro di Svizzera precedendo Stan Ockers. L'ultima vittoria di Koblet fu il Criterium di Locarno nel 1958.Chiuse la carriera da corridore al Tour de Romandie 1958.Grazie alla sua fama e all'innata signorilità, Hugo ebbe una proposta dall'AGIP di Enrico Mattei: venne invitato ad andare in Venezuela come testimonial dell'azienda. Si stabilì quindi a Caracas con la moglie Sonja Buhl, rimanendovi per due anni: fu li che scoprì la passione per il tennis e lo sci nautico, e riuscì a vincere anche alcuni tornei amatoriali. Rientrò a Zurigo in sordina nel dicembre 1960, quando la AGIP decise di affidargli la stazione di benzina del Velodromo di Oerlikon.Accettò poi l'incarico di commentatore di gare ciclistiche per la radio Beromunster. Timido, poco estroverso, accettò la proposta; tuttavia chiese di essere assecondato da un collega cronista che l'avrebbe interrogato sugli aspetti tecnici della gara. Il debutto come commentatore per Hugo Koblet avvenne il 15 ottobre 1961 con al fianco Marco Blaser per la cronometro di Lugano. Fecero coppia per tre anni assolvendo una quindicina di impegni. Rimase incompresa la sua rinuncia alla carica di Commissario tecnico della Federazione ciclistica svizzera.
Il 2 novembre 1964, all'età di 39 anni, si schiantò inspiegabilmente con la sua Alfa Romeo contro un albero in aperta campagna lungo la strada che porta dal villaggio di Esslingen a Monchaltdorf;spirò pochi giorni dopo all'ospedale di Uster senza aver ripreso conoscenza. Non furono peraltro trovate tracce di frenata o di sbandata sulla strada, il che ha fatto sempre presupporre all'ipotesi di un suicidio.


Hugo Koblet (Zurich, March 21, 1925 - Uster, November 6, 1964) cyclist road riders, and Switzerland. He won the Tour of Italy 1950, the first non-Italian to do so, and the Tour de France 1951.Hugo Koblet was born at number 3 of Hildestrasse, situated in a vast district of Zurich. The parents ran a small bakery appreciated, and Hugo, the youngest of the family, was involved in the delivery of bread. He made the muscles along tens of kilometers every day to become soon one of the students of the emerging regional Velo Club. In 1943 she won an amateur, his first gara.Passò so among professionals and in 1947 won the first leg of the Tour of Switzerland, the Zurich-Siebnen, severing by force Coppi, Bartali, Kübler and other established standards. He began then seen as a long distance cyclist winning the account of the keenest observers. Gopf Weilenmann the predicted a bright future and it signaled Learco War, which for the 1950 Tour of Italy had decided to make the director of a cycling team that brought her halfway cognome.Koblet wore the pink jersey already dressed for some day by another Swiss rider, Fritz Schaer. The Helvetian champion prevailed in the hearts of cycling fans to the inherent elegance and unbridled power of athletics, the envoys of the Gazzetta dello Sport battezzarano him with the nickname "Hawk blond." In the Tour of Italy Fausto Coppi was the victim of a fall that caused him the fracture of the pelvis, and Gino Bartali who by then had been the most formidable antagonist, failed to fulfill his desire to win the Giro in order to meet as winner of the Pope Pius XII. Koblet then established himself as the first foreigner to win the race chassis Rosa.La his consecration took place at the Tour de France 1951, in which the great triumph. In this tour there was Fausto Coppi: the "Campionissimo" was shot down, however morally for the death of his brother Xerxes first few days following a crash in the Giro del Piemonte, and he reluctantly took part in the race. Koblet secured in the Tour de France stage from Brive to Agen with a solo flight of 135 km in which he managed to reach 3'35 "on the group of followers, which in addition to included other great champions like Coppi Bartali, Magni, Bobet, Geminiani and Derycke. The journalists appealed the Parisian Le Pedaleur de Charme.Also in the 1951 Tour that we must remember an episode that told Pierre Chany, a journalist for many years the team sent to the French race. Koblet the end of the tour, now master of the field, endured a day of hot water and which was not asked for a little 'to Gino Bartali, the Tuscan champion took the bottle, however, took a long swig and then threw the rest of the street' remaining water, without saying a word. Koblet was unimpressed and a few days later, during the long time trial of almost 100 km from Aix-les-Bains in Geneva, reached Bartali, who started several minutes before. As he was about to pass, realizing that he had not Bartali bottles with him, took his still almost full and without a look and put her in the door flasks Bartali, then continuing to the irresistible vittoria.Nel 1952 he went to Mexico and when he returned to Europe had breathing problems when you were over 2000 meters above sea level. In 1953 he returned to compete among the best in the Tour of Italy, in which he finished second beaten by Fausto Coppi, who climb the Stelvio realized one of its largest companies. Noted is the episode for that tour. At the third to last day in the village of Auronzo in Bolzano, Koblet pink jersey and Coppi had made a deal: the "champion", recognized the superiority of the Swiss, he promised, in exchange for the stage win, which did not would attack the stage the next day, the fearsome-Bolzano Bormio. At the hotel, the White men, the team Coppi, of all Hector Milan and Sandro Carrea, but also the blind masseur Biagio Cavanna and the Director Zambrini, tried in every way to convince the captain that the tour was over, that could still do it, but Coppi was immovable, had signed a patto.Al gathering stage of starting the day after Koblet wore dark glasses, although there was little sun. Hector Milan, ostensibly to take a souvenir picture with him, carried them away, and realized that those were Koblet tired and swollen eyes, typical of someone who has slept little or not disposed to toil. Not even this revelation does not budge from Coppi to keep the pact signed the previous day.Towards Trafoi, on the ascent to the Stelvio, were still five ahead, Coppi, Koblet, Bartali, the twenty-one Nino Defilippis and Pasquale Fornara. The champion did not attack as long, but asked to do so Defilippis, who obeyed; Koblet then gave chase and Coppi replied, pulling a little later. Passed through the Stelvio summit with well-4'23 "on his rival, and descent was not able to be filmed (the Swiss fell twice), making that day one of its largest companies and won his fifth Tour of Italy . Hugo Koblet never wanted to talk about that episode, saying only that he had been beaten by the greatest cycling champion of all time. Three weeks later, however, triumphed in the Tour of Switzerland ahead of compatriot Schär after winning three stages. In 1954 Tour of Italy came second again favoring the victory of his wingman, Carlo Clerici, who with an escape in the stage of the Eagle had gained several minutes on the team that let him do it thinking it was just a stage win and do not would wear the pink jersey in Milan. In 1955 he won his third and last Tour of Switzerland ahead of Stan Ockers. Koblet The last victory was the Criterium of Locarno in 1958.Chiuse career as a rider in the Tour de Romandie 1958.Grazie to His fame and innate elegance, Hugo was a proposal by AGIP Enrico Mattei was invited to go to Venezuela as ambassador of the company. He settled then in Caracas with his wife Sonja Buhl, remaining there for two years: it was there that discovered a passion for tennis and water skiing, and managed to win some amateur tournaments. quietly went back to Zurich in December 1960 when he decided to entrust him with the AGIP petrol station in the Velodrome Oerlikon.Accettò then the task of bicycle racing commentator for radio Beromunster. Shy, slightly extrovert, he accepted the proposal, but asked to be seconded by a fellow reporter who had asked about the technical aspects of the race. debut as a commentator for Hugo Koblet occurred October 15, 1961 alongside with Mark Blaser for the timing of Lugano. They pair for three years by completing fifteen commitments. He misunderstood his resignation to the post of coach of the Swiss Cycling Federation.On November 2, 1964, at age 39, with inexplicably crashed his Alfa Romeo into a tree in the open country along the road leading from the village of Esslingen in Monchaltdorf; died a few days later in hospital without regaining of Uster knowledge. There were also found evidence of braking or skidding on the road, which has always assume the hypothesis of suicide.