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sabato 3 marzo 2012

I GRANDI DEL CICLISMO : GINO BARTALI

Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000) Professionista dal 1934 al 1954, vinse tre Giri d'Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta-cinquanta. La carriera di Bartali, più vecchio di Fausto Coppi di cinque anni, fu notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori. Soprannominato Ginettaccio, fu grande avversario di Coppi. Leggendaria la loro rivalità, che divise l'Italia nell'immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Celebre nell'immortalare un'intera epoca sportiva – tanto da entrare nell'immaginario collettivo degli italiani – è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del '52.[2] Da ricordare, in particolare, la sua vittoria al Tour de France 1948, che, a detta di molti, contribuì ad allentare il clima di tensione in Italia dopo l'attentato a Palmiro Togliatti.Nel 1934 vinse la quinta edizione della Coppa Bologna, valida come terza prova del Campionato toscano dilettanti, e con questa vittoria si laureò campione di Toscana.Nel 1936, passò alla Legnano capitanata da Learco Guerra, che, intuite le qualità del nuovo arrivato, si mise al suo servizio come gregario per permettergli il successo alla Corsa rosa di quell'anno; successo che arrivò in modo trionfale, con tre vittorie di tappa. Pochi giorni dopo Bartali pensò seriamente di abbandonare la carriera in seguito alla morte del fratello minore Giulio, avvenuta a causa di un incidente in una gara di dilettanti. L'anno si chiuse con la vittoria nel Giro di Lombardia. Nel 1937, ormai capitano della Legnano e numero uno del ciclismo Italiano, vinse il suo secondo Giro d'Italia e fu designato per tentare la conquista del Tour de France, vinto solo due volte da un italiano, Ottavio Bottecchia nel 1924 e 1925. Mentre era in maglia gialla, una brutta caduta nel Torrente Colau durante la tappa Grenoble-Briançon, con conseguenti ferite alle costole, ed una grave bronchite, lo costrinsero al ritiro.Nel 1938 trionfò al Tour de France aggiudicandosi anche sette vittorie di tappa. Nel 1939 vinse la Milano-Sanremo, ma malgrado quattro vittorie di tappa perse il Giro a favore di Giovanni Valetti.Nel 1940 bissò il successo alla Milano-Sanremo e si preparò per cercare di vincere il suo terzo Giro. Nella squadra della Legnano era arrivato un promettente ragazzo alessandrino di nome Fausto Coppi, voluto da Bartali stesso come gregario. Durante la seconda tappa, la Torino-Genova, attardato da una foratura, Bartali cadde e si fece male a causa di un cane che gli tagliò la strada proprio mentre si stava ricongiungendo alla testa della corsa.Eberardo Pavesi, direttore del team, decise allora di puntare su Coppi, che era il meglio piazzato in classifica. All'arrivo della tappa Bartali fece i complimenti a Coppi e si mise al suo servizio, come aveva fatto Guerra con lo stesso Bartali nel 1936. Proprio su una salita sulle Alpi, Bartali era davanti di poche decine di metri a Coppi, che era alle prese con la classica "cotta" e fortissimi dolori alle gambe. Fausto stava per scendere dalla bici con l'intenzione di lasciare il giro. Bartali se ne accorse, tornò indietro, e ricordandogli i sacrifici fatti, riusci a farlo risalire in bicicletta e gli urlò: "Coppi sei un acquaiolo! Ricordatelo! Solo un acquaiolo!". Bartali intendeva dire che chi non si impegna fino allo spasimo non è un vero ciclista ma soltanto un acquaiolo, cioè un portatore d'acqua, un gregario insomma, e non un campione. A Bartali piaceva mangiare e bere anche prima delle gare, differentemente da Fausto Coppi che stava attentissimo alla dieta. Coppi alla fine vinse il Giro. La corsa, già disertata dagli stranieri, si chiuse il giorno prima dell'entrata in guerra dell'Italia, e la guerra sancì per cinque anni l'interruzione della carriera per i due campioni.Ripresa la carriera nel 1945, Bartali ormai trentunenne era dato per "finito", mentre Coppi, di cinque anni più giovane, era considerato l'astro nascente (anche se la prigionia in tempo di guerra gli rese difficile la ripresa). Nel 1946 Bartali vinse il Giro d'Italia, mentre Coppi passato alla "Bianchi" terminò alle sue spalle a soli 47 secondi. Non potendo partecipare al "Tour", precluso agli ex belligeranti, Bartali stravinse il Giro della Svizzera. Nel 1947, vinse la Milano-Sanremo e perse il Giro d'Italia a favore di Coppi, anche per un banale guasto meccanico. Bissò il successo al Giro della Svizzera, all'epoca la più ricca e prestigiosa tra le corse a tappe del dopoguerra.Il 1948 lo vide in difficoltà per vari motivi nella parte iniziale della stagione e attardato da una caduta al "Giro", terminò solo 8º, osservando la conclusione che portò Coppi al ritiro per protesta per la mancata squalifica di Fiorenzo Magni a causa delle spinte ricevute in salita e che costarono il giro a Ezio Cecchi. Bartali fu quindi l'unico tra i big a poter rappresentare l'Italia al Tour de France (Coppi non si riteneva pronto e Magni non era "gradito" ai francesi per ragioni politiche) e venne designato capitano. Messa in piedi una "squadra da quattro soldi", come era stata definita, si apprestò al più grande trionfo della carriera. Malgrado la non eccelsa squadra, l'astio dei francesi nei confronti degli italiani, e l'età (con i suoi 34 anni era uno dei più anziani corridri presenti), entrò nella leggenda del Tour. Leggendaria in particolare la sua fuga sulle Alpi che gli consentì di vincere la Cannes-Briançon, attraverso il Colle d'Allos, il Colle di Vars e il Colle dell'Izoard (dove è ricordato con una stele), recuperando gli oltre venti minuti di svantaggio che lo separavano da Louison Bobet. Il giorno successivo vinse nuovamente nella tappa Briançon-Aix-les-Bains, di 263 km, attraverso i colli del Lautaret, del Galibier e della Croix-de-Fer, conquistando la maglia gialla. Secondo molti, l'impresa di Bartali aiutò a distogliere l'attenzione dall'attentato di cui era stato vittima Palmiro Togliatti, allora segretario del PCI, avvenimento che aveva provocato una grande tensione politica e sociale in Italia, che rischiava di sfociare in una guerra civile.Si dice che siano stati Alcide De Gasperi e Giulio Andreotti a telefonare allo stesso Bartali per incitarlo, chiedendogli un'impresa epica che potesse rasserenare gli animi. Al rientro dalla Francia venne ricevuto dallo stesso De Gasperi, che gli chiese cosa avrebbe voluto in regalo per quell'impresa: Bartali, si racconta, chiese di non pagare più le tasse.Nel 1949 giunse secondo nel Giro d'Italia vinto da Coppi ed aiutò il grande Fausto nella vittoria al Tour de France, giungendo egli stesso secondo. Nel 1950 vinse una terribile Milano-Sanremo sotto il diluvio e fu costretto al ritiro al Tour mentre lui e Magni conducevano la corsa, causa l'aggressione dei tifosi francesi sul Col d'Aspin. Quarto nei Tour del 1951 e del 1952, corse come "secondo" di Coppi, vinse a trentotto anni il suo ultimo grande titolo con il Campionato italiano. Nel 1953, dopo aver vinto a trentanove anni il Giro della Toscana, ebbe un incidente stradale che rischiò di lasciarlo senza la gamba destra per cancrena. Dopo pochi mesi però il toscano rientrò in scena alla Milano-Sanremo. Anche se non colse un grande risultato la folla fu tutta per lui. A Città di Castello, dove passò diversi mesi da sfollato protetto dalla popolazione, volle concludere la sua attività da professionista, correndo in un circuito creato apposta per l'occasione nel 1954.
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I GRANDI DELLA MARATONA : PAUL TERGAT

Paul Tergat (Lake Baringo, 17 giugno 1969)Atleta keniota, mezzofondista.Alto 182 cm, pesa 58 kg. Nel maggio 1992 entra nel Team Fila di Gabriele Rosa. Nel 1994 vince la sua prima Stramilano, che conquisterà per sei volte ininterrotamente (record), stabilendo nel 1998 la miglior prestazione mondiale sulla mezza-maratona, con un 59'17" battuto solo nel settembre 2005 da Samuel Wanjiru. (Anche il record di Wanjiru è stato battuto: 58' 55" di Haile Gebrselassie il 15 gennaio 2006, a Phoenix) Dal 1995 al 1999 vince 5 Mondiali di cross consecutivi nel lungo. Al mondiale di Goteborg è secondo nei 10.000 dietro ad Haile Gebrselassie. Alla XXVI Olimpiade ad Atlanta nel 1996 è argento nei 10.000 (vince Gebrselassie). Il 22 agosto 1997 batte a Bruxelles il record mondiale dei 10000, con 26'27"85, primato poi superato 9 mesi dopo da Gebrselassie. Ai mondiali 1997 di Atene è argento nei 10.000, risultato bissato due anni dopo a Siviglia, sempre alle spalle di Gebrselassie. Nel 1999 e nel 2000 è campione iridato di mezza maratona. Alla XXVII Olimpiade a Sydney nel 2000 è argento nei 10.000 (1° Gebrselassie). Nel 2001 esordisce nella maratona a Londra, arrivando 2° alle spalle di El Mouaziz. Seguono altri due secondi posti nel 2002 a Chicago e Londra (stavolta davanti a Gebrselassie). Il 28 settembre 2003 vince la maratona di Berlino, battendo il record del mondo nella specialità con 2h04'55", record battuto 4 anni dopo, sempre nella maratona di Berlino dall'etiope Gebrselassie. Dopo il 10º posto ad Atene, nel novembre 2005 ha vinto la maratona di New York.
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Paul Tergat (Lake Baringo, June 17, 1969) Kenyan athlete, mezzofondista.Alto 182 cm, weighs 58 kg. In May 1992 he joined the Team Fila Gabriele Rosa. In 1994 he won his first Stramilano, will be enjoyed uninterruptedly for six times (record), establishing in 1998 the World Best on the half-marathon, with a 59'17 "beaten only in September 2005 by Samuel Wanjiru. (The record Wanjiru was defeated: 58 '55 "Haile Gebrselassie January 15, 2006, in Phoenix) From 1995 to 1999 wins 5 consecutive World Cross long. At World of Gothenburg is the second in the 10,000 behind Haile Gebrselassie. At the XXVI Olympiad in Atlanta in 1996, silver in the 10,000 (Gebrselassie wins). On August 22, 1997 in Brussels beats the world record of 10,000, with 26'27 "85, a record then passed nine months later by Gebrselassie. World Championships in Athens in 1997 is silver in the 10,000, the result encore after two years in Seville, always behind of Gebrselassie. In 1999 and 2000 world champion half-marathon. At the XXVII Olympiad in Sydney in 2000, silver in the 10,000 (1 ° Gebrselassie). In 2001 his debut marathon in London, reaching 2 ° behind El Mouaziz. Here are two more second places in 2002 in Chicago and London (this time in front of Gebrselassie). On 28 September 2003 he won the Berlin Marathon, beating the world record in the specialty with 2h04'55 "record run four years later, still in the Berlin Marathon Gebrselassie dall'etiope. After 10th place in Athens in November 2005 won the marathon in New York.