Gregory James LeMond (Lakewood, 26 giugno 1961) Ciclista statunitense. Professionista dal 1981 al 1994, vinse tre Tour de France e due campionati del mondo in linea.Divenne un ciclista professionista nel 1982. Vinse i campionati del mondo su strada nel 1983, quattro anni dopo aver conseguito lo stesso successo fra gli juniores. In seguito si trasferì in Europa e gli fu data l'opportunità di disputare il Tour de France, in cui arrivò terzo nel 1984, secondo nel 1985 dietro al compagno di squadra Bernard Hinault (quell'anno, aggiudicandosi la cronometro di Lac de Vassivière, divenne il primo statunitense a vincere una tappa nella storia del Tour) e primo nel 1986.Nell'aprile del 1987, durante una battuta di caccia in California, il cognato lo colpì accidentalmente al petto con un fucile a pallini. Il grave incidente costrinse LeMond ad abbandonare l'attività, ma l'americano riuscì a recuperare la forma migliore e a ripresentarsi due anni dopo ancora vincente. Si aggiudicò nuovamentre il Tour nel 1989, dopo un duello con Laurent Fignon, sul quale prevalse per soli 8 secondi, e nel 1990.
Gregory James LeMond (Lakewood, June 26, 1961) U.S. cyclist. Professional from 1981 to 1994, he won three Tour de France and two world championships in linea.Divenne a professional cyclist in 1982. He won the road world championships in 1983, four years after having achieved the same success in the juniors. He later moved to Europe and was given the opportunity to compete in the Tour de France, where he came third in 1984, second in 1985 behind teammate Bernard Hinault (that year, winning the time trial of Lac de Vassivière became the first American to win a stage in Tour history) and in the first 1986.Nell 'in April of 1987, during a hunting trip in California, her brother accidentally hit him in the chest with a shotgun. The accident forced LeMond to quit farming, but the American was able to regain top form and reappear two years later still winning. He finished nuovamentre the Tour in 1989, after a duel with Laurent Fignon, on which prevailed for only 8 seconds, and in 1990.
Bill Rodgers (Hartford, 23 dicembre 1947) Atleta statunitense che vinse in carriera 22 maratone, fra cui 4 volte New York (1976-9) e 4 Boston (1975, 1978-80).A Boston per due volte ha battuto il record americano con 2:09:55 nel 1975 e 2:09:27 nel 1979.Nel 1975 vinse la medaglia di bronzo al campionato mondiale di Cross Country, eguagliando il risultato ottenuto da Tracy Smith nel 1966, come miglior risultato ottenuto da un atleta USA nel cross.Ha partecipato ai Giochi di Montreal 1976, giungendo però solo 40°; quattro anni più tardi invece venne messo fuori gioco dal boicottaggio americano.Nel 1977 vinse anche alla maratona di Fukuoka. L'anno più importante per le corse su strada per Rodgers fu il 1978, in cui vinse 27 corse su 30 disputate, compresi i 10.000 metri nazionali, dove stabilì il nuovo primato mondiale dei 10 km su strada con 28:36.3, la Falmouth Road Race e, come già detto, le maratone di Boston e New York.Rodgers fu anche il detentore del record mondiale sui 25 km, avendo superato quello di Pekka Paivarinta in 1:14.11.8 su una pista a Saratoga, California nel 1979.
Track & Field News classificò Rodgers in testa al ranking mondiale di maratona nel 1975, 1977 e 1979.
Bill Rodgers (Hartford, December 23, 1947) American athlete who won 22 career marathons, including New York four times (1976-9) and 4 Boston (1975, 1978-80). In Boston twice broke the American record in 1975 with 2:09:55 and 2:09:27 in 1975 1979.Nel won the bronze medal at the world Cross Country championship, equaling the result obtained by Tracy Smith in 1966, his best result achieved by an athlete in the U.S. cross.Ha participated in the 1976 Montreal Games, reaching only 40 °, however, four years later but was sidelined by the boycott americano.Nel also won the 1977 Fukuoka marathon. The most important year for the road races for Rodgers was 1978, when he won 27 races out of 30 played, including the 10,000-meter national, where he established a new world record of 28:36.3 with a 10 km road, the Falmouth Road Race and, as already said, the marathons in Boston and New York.Rodgers was also the world record holder in the 25 km, having exceeded that of Pekka Paivarinta in 1:14.11.8 on a track in Saratoga, California in 1979.
Track & Field News ranked Rodgers leading the marathon world ranking in 1975, 1977 and 1979.
Wilton Norman Chamberlain detto Wilt (Filadelfia, 21 agosto 1936 – Los Angeles, 12 ottobre 1999) cestista e allenatore di pallacanestro statunitense, professionista nella NBA. Chamberlain, alto 2,16 metri, noto come Wilt the Stilt o The Big Dipper, detiene numerosi record statistici dell'NBA tra cui quello del maggior numero di punti in una singola partita (100) e quello del maggior numero di rimbalzi in una singola partita (55). È considerato uno tra i migliori giocatori di pallacanestro della storia, ma è anche ricordato per il suo carattere irascibile, per il suo stile di vita votato all'eccesso e per lo stile di gioco da cannibale. Esordisce fra i professionisti coi Philadelphia Warriors nel 1959, dove resta fino al 1968, quando passa ai Lakers. Ha vinto in tutto due titoli NBA, nel 1967 con Philadelphia e nel 1972 con i Los Angeles Lakers. Vinse quattro volte il premio di miglior giocatore della lega, undici volte la classifica del miglior rimbalzista, sette quella della miglior percentuale di tiro, sette (consecutivamente) quella del miglior marcatore; addirittura un anno ebbe il più alto numero di assist della lega (ma non la miglior media). È l'unico giocatore ad aver segnato più di 4000 punti in una stagione, con una media di circa 50 punti a partita. In quattordici stagioni nella lega professionistica statunitense, non raggiunse mai il limite dei sei falli, nonostante fosse il pilastro della difesa della sua squadra. Chamberlain ha messo a segno 31.419 punti (4ª posizione assoluta) in 1.045 partite, il che lo collocava al primo posto della classifica del giocatore con il maggior numero di punti in carriera quando si è ritirato, nel 1974; quindici anni più tardi è stato superato da Kareem Abdul-Jabbar. Grazie alle sue straordinarie doti fisiche riusciva ad ottenere risultati incredibili in discipline atletiche quali salto in alto, getto del peso e 400 metri piani. Ma, come detto, fra i record piu’ ricordati di questo straordinario atleta c’è quello del maggior numero di punti segnati in una partita. Era il 2 Marzo 1962, e i Philadelphia di Chamberlain sfidavano i New York Knicks. I 100 punti realizzati furono una sorpresa, anche se rileggendo le statistiche del centro piu’ dominante nella storia della lega in quel campionato (già 4 volte sopra i 70 punti), lo stupore in parte svanisce. La cosa incredibile è la mancanza di filmati di quella serata e questo la rende l’unica impresa sportiva dei tempi moderni affidata alla tradizione orale. La sola immagine è merito di un fotografo che stava assistendo alla partita e una volta capito quello che stava accadendo prese la sua macchina fotografica e negli spogliatoi fisso’ quell’unico scatto: Wilt con in mano un pezzo di carta con sopra scritto “100”. La partita, ovviamente, fu’ molto strana, con Chamberlain che segno’ il punto numero 100 a 40 secondi dalla fine, con conseguente invasione di campo dei tifosi e con Philadelphia che chiuse la partita in 4 giocatori perche’ Wilt se ne era già tornato negli spogliatoi. Ma a quel punto non importava piu’ perché la storia era già stata scritta.
Wilton Norman Wilt Chamberlain said (Philadelphia, August 21, 1936 - Los Angeles, October 12, 1999) American basketball player and basketball coach, a professional in the NBA. Chamberlain, 2.16 meters high, known as Wilt the Stilt or The Big Dipper, holds numerous NBA statistical records including one of the most points in one game (100) and one of the most rebounds in a single game (55). It is considered one of the best basketball players in history, but is also remembered for his short-tempered, for his style of living to excess and voted for the style of play cannibal. He debuted with the Philadelphia Warriors among professionals in 1959, where he remained until 1968, when it goes to the Lakers. He won two NBA titles in all, with Philadelphia in 1967 and 1972 with the Los Angeles Lakers. He won four times the award for best player in the league, eleven times the ranking of the best rebounder, seven of the best shooting percentage, seven (consecutive) one of the best scorer, even a year had the highest number of assists in the league (but not the best average). It is the only player to have scored over 4000 points in a season, averaging about 50 points per game. In fourteen seasons in the U.S. professional league, never reached the limit of six fouls, although he was the pillar of the defense of his team. Chamberlain scored 31,419 points (4 th position overall) in 1,045 games, which ranked first in the ranking of the player with the most points in his career when he retired in 1974, fifteen years later was passed by Kareem Abdul-Jabbar. Thanks to his extraordinary physical gifts could achieve incredible results in athletic disciplines such as high jump, shot put and 400 meter dash. But, as mentioned, among the most records' remember this extraordinary athlete is one of the most points scored in a game. It was March 2, 1962, Chamberlain and the Philadelphia challenged the New York Knicks. The 100 points scored were a surprise, although re-reading the statistics of the center more 'dominant in league history in that league (already 4 times over 70 points), part of the wonder vanishes. The amazing thing is the lack of footage of that night and this makes the company unique sports of modern times assigned to the oral tradition. The image is only about a photographer who was attending the games and once you understand what was happening and took his camera fixed in the locker room 'that one shot: Wilt holding a piece of paper with the words "100" . The game, of course, was' very strange, with a sign that Chamberlain 'point number 100 to 40 seconds to go, invading the pitch leading to the fans and the game with Philadelphia, which closed in 4 because players' Wilt if he had already returned in the locker room. But at that point no longer mattered 'because the story was already written.
Paolo Savoldelli (Clusone BG, 7 maggio 1973) ciclista su strada e commentatore televisivo italiano. Professionista dal 1996 al 2008, vinse il Giro d'Italia nel 2002 e nel 2005.Soprannominato Il falco per le sue straordinarie qualità di discesista (uno dei più forti di sempre), aveva ottime qualità di cronoman ed una buona capacità di difendersi in salita. Entrò nel mondo del ciclismo professionistico nel 1996 grazie alla Roslotto-ZG Mobili, team diretto da Moreno Argentin. Dopo un anno incolore, nel 1998 si trasferì alla Saeco.Nel 1999 arrivarono i primi grandi successi: vinse infatti il Giro del Trentino, il Trofeo Laigueglia ed una tappa del Giro d'Italia, in cui si classificò secondo nella classifica finale dietro a Ivan Gotti. In quell'edizione del Giro fu anche in maglia rosa per un giorno, maglia che decise di non indossare in seguito alla squalifica di Marco Pantani.Nel 2000, dopo la vittoria del Giro di Romandia, durante la prima tappa del Giro d'Italia cadde e s'infortunò alla schiena. Questo episodio condizionò negativamente sulle sue prestazioni nei Giri d'Italia del 2000 e del 2001. Inoltre, la Saeco decise di puntare su Gilberto Simoni, spingendo Savoldelli a cambiare casacca e ad accasarsi nel 2001 alla Index-Alexia.Con la nuova squadra vinse l'edizione 2002 del Giro d'Italia grazie anche alle disavventure dei suoi rivali: Stefano Garzelli e Gilberto Simoni furono squalificati per la positività ad un controllo antidoping, Cadel Evans ebbe una crisi di fame durante l'ultima tappa di salita e Francesco Casagrande fu escluso dalla competizione per aver spinto a terra un ciclista.Da quel momento in poi, la fortuna incominciò a voltare le spalle a Savoldelli: tra il febbraio 2003 e il gennaio del 2005 ebbe parecchi infortuni: cadde mentre si allenava a Tenerife, ebbe un incidente con una moto mentre si allenava in Germania, quindi si ruppe il polso durante il Giro di Colonia, riportando anche un trauma cranico; infine, gli esplose una ruota mentre si allenava in California, e riportò la frattura della clavicola destra.Dopo due annate alla T-Mobile Team (ex Team Telekom), nel 2005 si trasferisce nella Discovery Channel, l'allora squadra di Lance Armstrong. Con il nuovo team vince il Giro d'Italia 2005, precedendo Gilberto Simoni e giungendo così alla definitiva consacrazione: Savoldelli, con quella vittoria, impone la propria immagine di ciclista dotato di una sagacia tattica fuori dal comune, come dimostra la decisiva tappa del Colle delle FinestreNello stesso anno partecipa anche al Tour de France in qualità di gregario di Lance Armstrong. Si toglie la soddisfazione di contribuire alla vittoria del suo team nella cronometro a squadre e soprattutto di vincere la diciassettesima tappa. Si classifica quinto al Giro d'Italia 2006, vincendo la prima cronometro e indossando la maglia rosa. Nell'agosto del 2006 Savoldelli viene ingaggiato dall'Astana, squadra del Kazakistan.Nel 2007 vince il cronoprologo di Friburgo al Giro di Romandia e il 2 giugno fa sua la ventesima tappa del Giro d'Italia 2007, una cronometro individuale da Bardolino a Verona, precedendo Eddy Mazzoleni e lo statunitense David Zabriskie. Nonostante la vittoria nella cronometro Savoldelli non riesce comunque a puntare alla maglia rosa finale a causa di una caduta che compromette la sua classifica.Nella stagione 2008 corre per la LPR Brakes-Ballan assieme a Danilo di Luca. Al giro del 2008 pur partendo capitano assieme all'abruzzese, per via di una bronchite si mette a disposizione del suo compagno di squadra e assieme inscenano un attacco nella tappa della presolana. Il falco, mostrando coraggio e intelligenza tattica, riporta in classifica con una fuga a lunga gittata Di Luca (secondo al traguardo e terzo in generale dopo la tappa), che però non riuscirà a completare il suo Giro sul podio pagando lo sforzo nella tappa successiva con la leggendaria salita del Mortirolo. Il 4 luglio dello stesso anno rende nota la sua volontà di ritirarsi dal ciclismo a fine stagione, cosa che puntualmente avviene.
Robert Kipkoech Cheruiyot (Kapsabet, Kenia 26 settembre 1978), atleta keniano, specializzato nella maratona, già detentore del miglior tempo mondiale e vincitore per quattro volte della maratona di Boston.Cheruiyot vinse la mezza maratona Roma-Ostia nel marzo 2002. Il suo debutto nella maratona avvenne alla maratona di Milano nel dicembre 2002 dove Cheruiyot, Mike Rotich e Daniele Caimmi giunsero al traguardo con lo stesso tempo di 2:08:59, ma Cheruiyot venne classificato primo. Nello stesso anno Cheruiyot vinse la classica Corsa di San Silvestro di San Paolo del Brasile, la prima di tre edizioni.Ha vinto la maratona di Boston nel 2003, 2006, 2007 e nel 2008. Il suo tempo del 2006 di 2:07:14 batté il record di Cosmas Ndeti durato dodici anni. Questo suo record è stato poi battuto nel 2010 da Robert Kiprono Cheruiyot (non un suo parente) con il tempo di 2:05:52.Nel 2005 si è classificato al quarto posto nella maratona di New York e secondo, nella stessa gara, nel 2009. Egli tentò di vincere un altro titolo a Boston nel 2005 ma terminò soltanto al quinto posto.In occasione della sua vittoria alla maratona di Chicago nel 2006, Cheruiyot in realtà non ruppe il nastro al traguardo. Cadde scivolando sotto il nastro mentre tagliava il traguardo e soltanto le riprese video documentarono la sua vittoria. Nella caduta picchiò la testa la testa contro il terreno, dovette essere aiutato a rialzarsi e venne messo su di una sedia a rotelle. Si procurò una commozione cerebrale e venne dimesso dall'ospedale dopo due giorni di osservazione. Il suo tempo di 2:07:35 fu cinque secondi più veloce di quello del secondo classificato Daniel Njenga. La vittoria di Chicago lo lanciò in cima alla classifica delle maggiori maratone del 2006 consentendogli di vincere il premio finale.Nel 2007 Cheruiyot difese il suo titolo e vinse la maratona di Boston con il tempo di 2:14:13. Al secondo e terzo posto si classificarono altri due atleti keniani. Fu la quindicesima vittoria di un atleta keniano negli ultimi 17 anni ma fu anche la più lento maratona di Boston dal 1977, poiché i corridori dovettero correre con il freddo e contro un vento che raggiunse raffiche fino a 80 km. all'ora. Cheruiyot si aggiudicò un premio di $ 100,000 per la vittoria. Con quattro vittorie nella maratona di Boston ha conquistato un primato al momento ineguagliato.Il suo record personale è costituito dal risultato della maratona di Boston del 2008. Il 21 aprile 2008 ha vinto la sua quarta maratona di Boston con il tempo di 2:07:45.
Robert
Kipkoech Cheruiyot (Kapsabet, Kenya September 26, 1978), Kenyan
athlete, specialized in the marathon, former holder of the world's
fastest time and four-time winner of the marathon Boston.Cheruiyot won
the Rome-Ostia Half Marathon in March 2002. His
debut in the marathon took place in the marathon in Milan in December
2002 where Cheruiyot, Rotich and Daniele Caimmi Mike came to the finish
with the same time of 2:08:59, but Cheruiyot was ranked first. That
same year, Cheruiyot won the classic race's Eve in San Paolo, Brazil,
the first of three edizioni.Ha won the Boston Marathon in 2003, 2006,
2007 and 2008. His time of 2:07:14 beat the 2006 record of Cosmas Ndeti lasted twelve years. This
is his record was later beaten in 2010 by Robert Kiprono Cheruiyot (not
a relative) with a time of 2:05:52. In 2005 he finished fourth in the
marathon in New York and second, in the same race, in , 2009. He
tried to win another title in Boston in 2005 but finished only fifth
posto.In occasion of his victory in the marathon in Chicago in 2006,
Cheruiyot actually broke the tape at the finish. Fell below the belt slipping while cutting the line and only shooting video documented his victory. In the fall of his head hit his head against the ground, had to be helped to his feet and was put on a wheelchair. He got a concussion and was discharged from hospital after two days of observation. His time of 2:07:35 was five seconds faster than the runner Daniel Njenga. Chicago's
victory launched him on the top list of the biggest marathons in 2006
allowing him to win the prize finale.Nel 2007 defended his title and
Cheruiyot won the Boston Marathon with a time of 2:14:13. At the second and third place athletes they classified two other Kenyans. It
was the fifteenth victory of a Kenyan athlete in the last 17 years but
was also the slowest Boston Marathon since 1977, because the runners had
to run against the cold and wind gusts that reached up to 80 km. per hour. Cheruiyot won a prize of $ 100,000 for the victory. With
four victories in the Boston Marathon has won a record at the time
ineguagliato.Il his personal record is the result of the Boston Marathon
in 2008. On 21 April 2008 he won his fourth Boston Marathon with a time of 2:07:45.
Giuseppe Saronni (Novara, 22 settembre 1957) Professionista dal 1977 al 1990, vinse due Giri d'Italia, una Milano-Sanremo, un Giro di Lombardia e un mondiale in linea.Professionista dal 1977, inizialmente vestì la casacca bianconera della Scic. Il 23 febbraio dello stesso anno, al Trofeo Laigueglia, fu secondo davanti al campione del mondo Freddy Maertens. Nel 1979, a soli 21 anni e 8 mesi, fu maglia rosa a Milano. La corsa si decise nella cronoscalata di San Marino, dove Saronni vinse indossando la maglia rosa che non lasciò più agli avversari, risultando uno dei vincitori più giovani della storia del Giro.Ottenne le vittorie più importanti nei mesi tra febbraio 1982 e giugno 1983: concluse la serie di successi con un secondo Giro nel 1983, dopo che nell'autunno del 1982 aveva trionfato ai Campionati del mondo di Goodwood, in Gran Bretagna, battendo in volata l'americano Greg LeMond.Nella bacheca di Saronni mancano vittorie al Tour de France, dove non corse mai tranne una volta a fine carriera. Ha indossato 49 volte la maglia rosa e ha sempre gareggiato sulle biciclette di Ernesto Colnago.Verso la metà degli anni ottanta la sua forma declinò e abbandonò le corse nel 1990.
Joseph Saronni (Novara, 22 September 1957) professional from 1977 to 1990, won two Turns of Italy, one Milan-Sanremo, a Turn of Lombardy and a world in line.Professional from 1977, initially dressed the jacket bianconera of the Scic. The 23 February of the same year, to the Trophy Laigueglia, was second in front of the champion of the world Freddy Maertens. In 1979, to alone 21 years and 8 months, it was pink sweater to Milan. The run him decided in the cronoscalata of San Marino, where Saronni won wearing the pink sweater that didn't leave to the adversaries anymore, one of the youngest winners of the history of the Turn resulting.It got the most important victories in the months between February 1982 and June 1983: concluded the series of successes with a second Turn in 1983, after in the autumn of 1982 you/he/she had triumphed to the Championships of the world of Goodwood, in Great Britain, beating in flight the American Greg LeMond.In the glass showcase of Saronni they miss victories to the Tour de France, where not runs never except once to end
Patrick Makau Musyoki (Manyanzwani ,Kenia- 2 marzo 1985) Campione mondiale a squadre di mezza maratona nel 2007 e 2008, medaglia d'argento individuale in entrambe le competizioni.Con il tempo di 58:52 vanta la terza miglior prestazione mondiale sulla mezza maratona, alle spalle di Zersenay Tadese e Samuel Wanjiru. Ha vinto l'edizione 2010 della maratona di Rotterdam in 2:04:48, quarto tempo di sempre su questa distanza. Il 25 settembre 2011 vince per la seconda volta la maratona di Berlino, segnando la migliore prestazione di tutti i tempi sulla distanza, con 2h03'38, 21 secondi in meno del vecchio primato che apparteneva al leggendario etiope Haile Gebrselassie e che era stato realizzato nel 2008.
Palmares:
Mezza maratona di Zanzibar - 2005
Mezza maratona internazionale di Tarsus - 2006
Von Berlin 25K - 2006, 2007
London 10K - 2006
Bristol Half Marathon - 2006
Lahore 10K - 2007
Mezza maratona di Berlino - 2007, 2008
Mezza maratona Ras Al Khaimah - 2008, 2009
Mezza maratona di Reading - 2008
Mezza maratona di City-Pier-City - 2008
Mezza maratona di Rotterdam - 2008
Maratona di Rotterdam - 2010
Maratona di Berlino - 2010
Maratona di Berlino - 2011
Patrick Makau Musyoki (Manyanzwani, Kenya - 2 March 1985) world champion to teams of half marathon in 2007 and 2008, medal of individual silver in both the competitions.With the time of 58:52 boast the bystander good world performance on the half marathon, behind Zersenay Tadese and Samuel Wanjiru. You/he/she has won the edition 2010 of the marathon of Rotterdam in 2:04:48, fourth usual time on this distance. September 25 th 2011 wins for the second time the marathon in Berlin, marking the best performance of every time on the distance, with 2h03'38, 21 seconds in less than the old record that belonged to the legendary Ethiopian Haile Gebrselassie and that you/he/she had been realized in the 2008.
Miguel Indurain Larraya (Villava, 16 luglio 1964)Professionista dal 1984 al 1996, fu campione del mondo a cronometro nel 1995 e medaglia d'oro ai Giochi di Atlanta nel 1996. Nel suo palmarès rientrano anche cinque Tour de France vinti consecutivamente – fu il primo a riuscirvi – e due Giri d'Italia.Atleta dalle caratteristiche tipiche del passista-scalatore, oltre ad essere un abile discesista si distingueva come fortissimo cronoman. Per lo strapotere nelle prove contro il tempo e per la capacità di amministrare la corsa sulle montagne, venne spesso accostato al francese Jacques Anquetil.Al Tour de France 1991 si presentò con un ruolo di outsider, sempre al servizio del capitano Pedro Delgado. Tuttavia nella tappa a cronometro da Argentan a Alençon batté tutti, vincendo davanti a Greg LeMond. Nella seconda parte della Grande Boucle arrivò la sua consacrazione: nella tredicesima tappa (Jaca-Val-Louron) rispose all'attacco di Claudio Chiappucci sul Col d'Aspin, lasciandosi alle spalle i favoriti LeMond, Fignon ed il proprio capitano Delgado, decretando definitivamente il ricambio generazionale. Al termine della frazione, conquistata dall'italiano, Indurain conquistò la sua prima maglia gialla, difesa in seguito dagli attacchi di Gianni Bugno e portata poi fino a Parigi. Al termine della stagione Bugno si prese la rivincita ai Campionati del mondo su strada di Stoccarda, lasciando ad Indurain la medaglia di bronzo.
La sua definitiva consacrazione lo portò a presentarsi ai nastri di partenza del Giro d'Italia e del Tour de France dell'anno successivo con tutti i favori dei pronostici. In entrambi i casi riuscì ad imporsi, evidenziando una notevole capacità di gestire la corsa: si dimostrò infatti imbattibile a cronometro (nella tappa di Lussemburgo al Tour staccò tutti di più di tre minuti completando i 65 chilometri alla media di 49,046 km/h) e capace di marcare i propri avversari nelle tappe di montagna. La stagione si concluse senza l'acuto nel campionato del mondo, disputato in Spagna a Benidorm: pur correndo con il ruolo di favorito, si piazzò solo sesto dovendo ancora una volta arrendersi a Gianni Bugno. Con 2 023 punti Indurain divenne comunque, in chiusura di annata, il numero uno del ranking mondiale della Federazione dei ciclisti professionisti.Nel 1993 realizzò un'altra accoppiata Giro-Tour: nella gara italiana si limitò a controllare,rivaleggiando poi con Pëtr Ugrumov, mentre nella Grande Boucle, ove fu maglia gialla per quattordici tappe, nessun avversario mise realmente in discussione il suo primato. La stagione seguente tuttavia si aprì con un brusco risveglio: al Giro d'Italia Indurain, complice una condizione non ottimale, non andò oltre al terzo posto, battuto dai giovani Evgenij Berzin (che si impose nelle due cronometro della corsa rosa) e Marco Pantani, mattatore nelle tappe di montagna. Nel mese di luglio si presentò alla partenza del Tour de France con il ruolo di favorito, senza però quell'alone di invincibilità che lo aveva accompagnato fino ad allora. Tuttavia nella corsa francese non ci fu nessuno in grado di contrapporsi al suo strapotere, e Indurain giunse a Parigi per la quarta volta da vincitore. Qualche settimana più tardi un controllo – effettuato il 15 maggio precedente al Tour de l'Oise – riscontrò però una sua positività all'antidoping: il navarro, veniva evidenziato, aveva assunto salbutamolo, sostanza proibita dalla legislazione francese ma non dall'Unione Ciclistica Internazionale. Indurain venne comunque presto scagionato per aver dimostrato che l'utilizzo del farmaco era dovuto a scopi terapeutici, per la cura dell'asma.Prima del termine della stagione,rinunciando anche ai mondiali su strada di Agrigento, riuscì a battere il record dell'ora: nell'occasione, sulla pista del velodromo di Bordeaux, percorse ben 53,040 chilometri, superando di 327 metri il precedente primato detenuto da Graeme Obree. Solo 49 giorni dopo, va detto, questo nuovo record venne superato, sulla stessa pista francese, dallo svizzero Tony Rominger.
Nel 1995 Indurain vinse il suo quinto Tour de France consecutivo, entrando nella leggenda della corsa francese. In quest'annata i suoi principali avversari furono Alex Zülle e Bjarne Riis, che tuttavia non riuscirono mai a lottare realmente per il primato; lo spagnolo dimostrò anzi il proprio strapotere con l'attacco nella frazione pianeggiante verso Liegi .La stagione del navarro terminò con i Campionati del mondo in Colombia, dove conquistò un oro nella gara a cronometro ed un argento nella prova in linea, e con il fallito tentativo di stabilire, in quel di Bogotá, un nuovo record dell'ora (abbandonò dopo aver percorso 25 chilometri).Nel 1996 si presentò nuovamente alla Grande Boucle, puntando a battere il record di cinque vittorie nella corsa francese, condiviso con Jacques Anquetil, Eddy Merckx e Bernard Hinault. La corsa (che pure, in omaggio a Indurain, passava per Pamplona)[5] diede però indicazioni differenti: lo spagnolo accusò una pesante crisi ipoglicemica nella tappa di Chambéry-Les Arcs, non riuscì a riprendersi nemmeno nelle frazioni successive e concluse la corsa all'undicesimo posto, staccato di 14'14" dal vincitore Bjarne Riis. La stagione comunque venne resa meno amara dalla conquista della medaglia d'oro nella gara a cronometro alle Olimpiadi di Atlanta. In settembre prese il via alla Vuelta, cinque anni dopo l'ultima presenza, dovendo però ritirarsi, a causa di problemi respiratori, durante la tappa di Lagos de Covadonga. Non venne quindi selezionato per i mondiali di Lugano.Fu la Vuelta 1996 l'ultima gara di rilievo cui partecipò: nel gennaio del 1997 annunciò il suo ritiro dal ciclismo, dovuto anche ad un deterioramento dei rapporti con la propria squadra, dopo aver vinto 111 gare .
Miguel Indurain Larraya (Villava, July 16, 1964) Professional from 1984 to 1996, was world time trial champion in 1995 and gold medal at the Atlanta Games in 1996. Duels in the fall also won five consecutive Tour de France - was the first to succeed - and two tours of Italy. Athlete of the typical characteristics of passista-climber, besides being an accomplished downhill skier stood out as strong chrono. For the overwhelming power of tests to time and the ability to administer the race in the mountains, was often compared to the Frenchman Jacques Anquetil.Al Tour de France 1991 is presented with a role of outsider, always at the service of Captain Pedro Delgado. However in the time trial stage from Argentan to Alencon beat everyone, winning ahead of Greg LeMond. In the second part of the Grande Boucle came his consecration, in the thirteenth stage (Jaca-Val-Louron) responded to the attack on the Col d'Aspin Claudio Chiappucci, leaving behind the favorites LeMond, Fignon and his captain Delgado, ruling definitively generational change. At the end of the village, captured from Italian, Indurain won his first yellow jersey, as a result of defense against attacks by Gianni Bugno, and then brought up in Paris. At the end of the season Bugno took his revenge at the world road championships in Stuttgart, leaving Indurain in the bronze medal.Its definitive consecration took him to appear at the start of the Tour of Italy and Tour de France next year with all the favors of the predictions. In both cases he succeeded in breaking, showing a remarkable capacity to manage the race: in fact, proved unbeatable against the clock (in the stage of the Tour of Luxembourg broke away any more than three minutes completing the 65 kilometers at an average of 49.046 km / h) and able to mark their opponents in the mountain stages. The season ended without acute in the world championship, held in Spain in Benidorm: while running with the role of favorite, he finished only sixth having to once again surrender to Gianni Bugno. With 2 023 points Indurain was still at the close of year, the number one world ranking of the Federation of cyclists professionisti.Nel 1993 created another coupled Giro-Tour in the Italian race was limited to control, then vying with Peter Ugrumov, while in the Grande Boucle, where he was yellow jersey for fourteen stages, no opponent really put into question its leadership. The following season, however, opened with a rude awakening: Indurain in the Tour of Italy, because of a suboptimal condition, never went beyond the third place, beaten by the young Yevgeny Berzin (which prevailed in two of the Giro time trial) and Marco Pantani , protagonist in the mountain stages. In July came the start of the Tour de France with the role of favorite, but without that aura of invincibility that had accompanied him until then. However, in the French race there was no one to oppose his dominance, and Indurain came to Paris for the fourth time as the winner. A few weeks later a check - made on May 15 before the Tour de l'Oise - but its positive feedback all'antidoping: the navarro, was noted, had taken salbutamol, a substance prohibited by French law but not by the Union Cycliste Internationale . Indurain was however soon cleared for showing that the use of the drug was due to therapeutic purposes, for the treatment of asthma. Before the end of the season, giving up even the world's road of Agrigento, managed to beat the world hour record : occasion, on the velodrome track in Bordeaux, well-traveled 53.040 kilometers, 327 meters surpassing the previous record held by Graeme Obree. Only 49 days later, it must be said, this new record was surpassed on the same track French, Swiss Tony Rominger.In 1995 Indurain won his fifth consecutive Tour de France, entered the legend of the French race. In this vintage its main opponents were Alex Zülle and Bjarne Riis, who, however, were never able to really fight for supremacy; Spanish even showed their dominance with the attack on the village level to Liege. The season ended with navarro World Championships in Colombia, where he won a gold in the time trial and silver in the line test, and the failed attempt to establish, in that of Bogota, a new hour record (abandoned after traveling 25 km) . In 1996 he again presented to the Grand Boucle, aiming to break the record of five victories in the French race, shared with Jacques Anquetil, Eddy Merckx and Bernard Hinault. The race (which also, as a tribute to Indurain, went to Pamplona) [5], however, gave different directions: the Spaniard accused a heavy hypo-Chambéry in the stage of Les Arcs, failed to recover even in the subsequent fractions and finished the race eleventh place, adrift 14'14 "behind the winner Bjarne Riis. The season, however, was made more bitter by winning the gold medal in the time trial at the Olympics in Atlanta. In September, got underway at the Vuelta, five years after the final appearance, however, having to retire because of breathing problems, during the stage of Lagos de Covadonga. It was then selected for the World Lugano.Fu the Vuelta in 1996 the last major race of which he participated: in January 1997 announced his retirement from cycling, also due to a deterioration of relations with his team after winning 111 races.
Paula Jane Radcliffe (Davenham, 17 dicembre 1973) Campionessa del mondo di maratona nel 2005 nonché primatista mondiale della specialità.È primatista mondiale femminile di maratona con il tempo di 2h15'25", stabilito a Londra il 13 aprile 2003.Ha vinto per tre volte la maratona di New York e nel 2002 è stata insignita dell'Ordine dell'Impero Britannico.Per affrontare la maratona la Radcliffe riesce a sopportare un numero impressionante di chilometri di allenamento. Si parla di 210/240 chilometri per ogni settimana, cioè di almeno 30/35 chilometri al giorno. Per quanto riguarda l’ultima uscita lunga prima di affrontare la maratona, la Radcliffe, prima di stabilire il primato del mondo di 2.15.25 nell’aprile del 2003, è riuscita a fare un grande test correndo 38 km e 500 metri in 2 ore e 14 minuti. Il che vuol dire, continuando sullo stesso passo per i rimanenti 3 km e 700 metri, concludere una maratona in 2 ore e 27 minuti!
Paula Jane Radcliffe (Davenham, December 17, 1973) world champion in 2005 and marathon world record holder of the specialty.
It is women's marathon world record with a time of 2h15'25 ", established in London April 13, 2003.
He has won three times in the New York Marathon in 2002 and was awarded the Order of the Radcliffe Britannico.Per tackle the marathon can withstand an impressive number of miles of training. We talk about 210/240 kilometers per week, ie at least 30/35 miles per day. Regarding the last exit long before facing the marathon, the Radcliffe, before establishing the world record of 2.15.25 in April of 2003, has managed to make a great test of running 38 km and 500 meters in 2 hours and 14 minutes. That is to say, continuing on the same step for the remaining 3 km and 700 meters, ending a marathon in 2 hours and 27 minutes!
Gino Bartali (Ponte a Ema, 18 luglio 1914 – Firenze, 5 maggio 2000) Professionista dal 1934 al 1954, vinse tre Giri d'Italia (1936, 1937, 1946) e due Tour de France (1938, 1948), oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta-cinquanta.
La carriera di Bartali, più vecchio di Fausto Coppi di cinque anni, fu notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, sopraggiunta proprio nei suoi anni migliori.
Soprannominato Ginettaccio, fu grande avversario di Coppi. Leggendaria la loro rivalità, che divise l'Italia nell'immediato dopoguerra (anche per le presunte diverse posizioni politiche dei due). Celebre nell'immortalare un'intera epoca sportiva – tanto da entrare nell'immaginario collettivo degli italiani – è la foto che ritrae i due campioni mentre si passano una bottiglietta durante una salita al Tour del '52.[2]
Da ricordare, in particolare, la sua vittoria al Tour de France 1948, che, a detta di molti, contribuì ad allentare il clima di tensione in Italia dopo l'attentato a Palmiro Togliatti.Nel 1934 vinse la quinta edizione della Coppa Bologna, valida come terza prova del Campionato toscano dilettanti, e con questa vittoria si laureò campione di Toscana.Nel 1936, passò alla Legnano capitanata da Learco Guerra, che, intuite le qualità del nuovo arrivato, si mise al suo servizio come gregario per permettergli il successo alla Corsa rosa di quell'anno; successo che arrivò in modo trionfale, con tre vittorie di tappa. Pochi giorni dopo Bartali pensò seriamente di abbandonare la carriera in seguito alla morte del fratello minore Giulio, avvenuta a causa di un incidente in una gara di dilettanti. L'anno si chiuse con la vittoria nel Giro di Lombardia.
Nel 1937, ormai capitano della Legnano e numero uno del ciclismo Italiano, vinse il suo secondo Giro d'Italia e fu designato per tentare la conquista del Tour de France, vinto solo due volte da un italiano, Ottavio Bottecchia nel 1924 e 1925. Mentre era in maglia gialla, una brutta caduta nel Torrente Colau durante la tappa Grenoble-Briançon, con conseguenti ferite alle costole, ed una grave bronchite, lo costrinsero al ritiro.Nel 1938 trionfò al Tour de France aggiudicandosi anche sette vittorie di tappa.
Nel 1939 vinse la Milano-Sanremo, ma malgrado quattro vittorie di tappa perse il Giro a favore di Giovanni Valetti.Nel 1940 bissò il successo alla Milano-Sanremo e si preparò per cercare di vincere il suo terzo Giro. Nella squadra della Legnano era arrivato un promettente ragazzo alessandrino di nome Fausto Coppi, voluto da Bartali stesso come gregario. Durante la seconda tappa, la Torino-Genova, attardato da una foratura, Bartali cadde e si fece male a causa di un cane che gli tagliò la strada proprio mentre si stava ricongiungendo alla testa della corsa.Eberardo Pavesi, direttore del team, decise allora di puntare su Coppi, che era il meglio piazzato in classifica. All'arrivo della tappa Bartali fece i complimenti a Coppi e si mise al suo servizio, come aveva fatto Guerra con lo stesso Bartali nel 1936.
Proprio su una salita sulle Alpi, Bartali era davanti di poche decine di metri a Coppi, che era alle prese con la classica "cotta" e fortissimi dolori alle gambe. Fausto stava per scendere dalla bici con l'intenzione di lasciare il giro. Bartali se ne accorse, tornò indietro, e ricordandogli i sacrifici fatti, riusci a farlo risalire in bicicletta e gli urlò: "Coppi sei un acquaiolo! Ricordatelo! Solo un acquaiolo!". Bartali intendeva dire che chi non si impegna fino allo spasimo non è un vero ciclista ma soltanto un acquaiolo, cioè un portatore d'acqua, un gregario insomma, e non un campione. A Bartali piaceva mangiare e bere anche prima delle gare, differentemente da Fausto Coppi che stava attentissimo alla dieta.
Coppi alla fine vinse il Giro. La corsa, già disertata dagli stranieri, si chiuse il giorno prima dell'entrata in guerra dell'Italia, e la guerra sancì per cinque anni l'interruzione della carriera per i due campioni.Ripresa la carriera nel 1945, Bartali ormai trentunenne era dato per "finito", mentre Coppi, di cinque anni più giovane, era considerato l'astro nascente (anche se la prigionia in tempo di guerra gli rese difficile la ripresa).
Nel 1946 Bartali vinse il Giro d'Italia, mentre Coppi passato alla "Bianchi" terminò alle sue spalle a soli 47 secondi. Non potendo partecipare al "Tour", precluso agli ex belligeranti, Bartali stravinse il Giro della Svizzera.
Nel 1947, vinse la Milano-Sanremo e perse il Giro d'Italia a favore di Coppi, anche per un banale guasto meccanico. Bissò il successo al Giro della Svizzera, all'epoca la più ricca e prestigiosa tra le corse a tappe del dopoguerra.Il 1948 lo vide in difficoltà per vari motivi nella parte iniziale della stagione e attardato da una caduta al "Giro", terminò solo 8º, osservando la conclusione che portò Coppi al ritiro per protesta per la mancata squalifica di Fiorenzo Magni a causa delle spinte ricevute in salita e che costarono il giro a Ezio Cecchi. Bartali fu quindi l'unico tra i big a poter rappresentare l'Italia al Tour de France (Coppi non si riteneva pronto e Magni non era "gradito" ai francesi per ragioni politiche) e venne designato capitano. Messa in piedi una "squadra da quattro soldi", come era stata definita, si apprestò al più grande trionfo della carriera.
Malgrado la non eccelsa squadra, l'astio dei francesi nei confronti degli italiani, e l'età (con i suoi 34 anni era uno dei più anziani corridri presenti), entrò nella leggenda del Tour. Leggendaria in particolare la sua fuga sulle Alpi che gli consentì di vincere la Cannes-Briançon, attraverso il Colle d'Allos, il Colle di Vars e il Colle dell'Izoard (dove è ricordato con una stele), recuperando gli oltre venti minuti di svantaggio che lo separavano da Louison Bobet. Il giorno successivo vinse nuovamente nella tappa Briançon-Aix-les-Bains, di 263 km, attraverso i colli del Lautaret, del Galibier e della Croix-de-Fer, conquistando la maglia gialla.
Secondo molti, l'impresa di Bartali aiutò a distogliere l'attenzione dall'attentato di cui era stato vittima Palmiro Togliatti, allora segretario del PCI, avvenimento che aveva provocato una grande tensione politica e sociale in Italia, che rischiava di sfociare in una guerra civile.Si dice che siano stati Alcide De Gasperi e Giulio Andreotti a telefonare allo stesso Bartali per incitarlo, chiedendogli un'impresa epica che potesse rasserenare gli animi. Al rientro dalla Francia venne ricevuto dallo stesso De Gasperi, che gli chiese cosa avrebbe voluto in regalo per quell'impresa: Bartali, si racconta, chiese di non pagare più le tasse.Nel 1949 giunse secondo nel Giro d'Italia vinto da Coppi ed aiutò il grande Fausto nella vittoria al Tour de France, giungendo egli stesso secondo.
Nel 1950 vinse una terribile Milano-Sanremo sotto il diluvio e fu costretto al ritiro al Tour mentre lui e Magni conducevano la corsa, causa l'aggressione dei tifosi francesi sul Col d'Aspin.
Quarto nei Tour del 1951 e del 1952, corse come "secondo" di Coppi, vinse a trentotto anni il suo ultimo grande titolo con il Campionato italiano.
Nel 1953, dopo aver vinto a trentanove anni il Giro della Toscana, ebbe un incidente stradale che rischiò di lasciarlo senza la gamba destra per cancrena. Dopo pochi mesi però il toscano rientrò in scena alla Milano-Sanremo. Anche se non colse un grande risultato la folla fu tutta per lui.
A Città di Castello, dove passò diversi mesi da sfollato protetto dalla popolazione, volle concludere la sua attività da professionista,
correndo in un circuito creato apposta per l'occasione nel 1954.